Ferrari Hypersail ha uno scafo completato, verniciato e vestito della livrea. Le appendici sono in cantiere e il monoscafo volante di 100 piedi si avvicina alla fase operativa. Un passo concreto per un progetto atteso da tempo, sul quale cresce la voglia di vedere finalmente risultati in acqua.
Il cuore della sfida è l’integrazione tra foil, chiglia, timone e Flight Control, il sistema elettronico derivato dalle competenze di Maranello nel controllo dinamico delle vetture. Sensori, computer e attuatori dovranno correggere continuamente l’assetto, mantenendo stabile il volo tra onde e variazioni di vento.
La soluzione più originale riguarda la chiglia, che incorpora un foil con parte mobile e contribuisce al terzo punto di appoggio. Carbonio e rinforzi in carbonio e titanio devono assicurare leggerezza e resistenza. Ferrari rivendica oltre venti brevetti: un patrimonio tecnologico importante, ancora da misurare con la continuità e l’affidabilità richieste dall’oceano.
È proprio qui che l’entusiasmo incontra le domande. L’uscita di Giovanni Soldini ha privato Hypersail di un riferimento nella navigazione oceanica e segnato una discontinuità nella guida. Quanto questo passaggio abbia inciso sui tempi resta da chiarire: attribuirgli automaticamente il rallentamento sarebbe una conclusione senza riscontri.

Con Enrico Voltolini alla guida e gli ingressi di Giulia Conti e Shannon Falcone, la squadra prende forma. Falcone porta anche esperienza di record oceanici, ma resta da completare un equipaggio capace di affrontare lunghe permanenze in mare, avarie e condizioni estreme. Servono altri specialisti dell’oceano, oltre alle competenze nel volo e nelle regate tra le boe.
Il comunicato annuncia progressi, ma non indica una data di varo. Ed è questa l’informazione che gli appassionati aspettano. La livrea rende riconoscibile la barca; saranno le miglia a raccontare quanto vale. Per Ferrari si avvicina il momento di trasformare brevetti e promesse in navigazione.