Forza Davide!4

Un susseguirsi di problemi nella giornata di Mercoledì 3 novembre a bordo di ADRIATECH , che bolinava ormai da 3 giorni con venti gelidi 30-35 kn , mare molto mosso, raggiungendo 49° Nord: una serie di problemi seri che hanno costretto Davide Consorte a prendere l’amara, sofferta ma consapevole decisione di tornare indietro e abbandonare la rotta Nord che aveva intrapreso con convinzione, competenza tattica e incondizionata determinazione. Oggi Giovedì  Consorte avrebbe intrapreso la discesa che lo avrebbe sicuramente collocato tra le prime posizioni della Class40 a questa edizione 2010 Route du Rhum.
Durante i vari contatti via Iridium nella convulsa giornata di Mercoledì con il suo team a terra, alla fine di una giornata “nera”, Consorte ha dichiarato:”Sono rammaricato, stava andando piuttosto bene, sono sicuro che la scelta Nord, seppur più esigente e massacrante, mi avrebbe premiato. Ahimè, però, i problemi oggi si sono susseguiti senza pietà: il GPS non dava più la posizione, ho tentato di ripristinarne la funzionalità ma non ci sono riuscito, il ballast posteriore destro perde acqua, non riesco a individuare il punto esatto della perdita, da oggi pomeriggio lo strumento del vento non funziona più e per finire alle ore 17 circa si è rotta la drizza della randa, all’interno dell’albero. In queste condizioni, la barca non è in grado di affrontare le restanti 3000 miglia fino a Pointe-à-Pitre, non ritengo possa arrivare in sicurezza nemmeno fino alle Azzorre, ADRIATECH è ora in rotta per Trinitè sur Mer dove sia lei, sia il suo skipper si leccheranno le ferite…” .
 
Contattato poche ora fa, 4 novembre, Consorte ha riferito: “Sto usando una drizza dello spi verso la poppa dell’albero. Non posso cazzarla molto visto che la drizza lavora molto male e rischia di tagliarsi, ma questa è l’unica soluzione al momento per poter navigare. Al momento ci sono 25 kn, faccio una velocità media di 9 kn, direzione del vento-traverso. ADRIATECH è lenta anche nelle surfate. Forse anche lei è delusa, le nostra aspettative erano altre. Abbiamo lottato insieme in questi ultimi giorni, schiaffeggiati dal vento e dal mare, poco sonno, poco cibo, ma strategicamente convinti di farcela. Se fosse possibile, farei riparare ADRIATECH a Trinitè sur Mer per riprendere subito il mare. Devo ancora metabolizzare la mia decisione di tornare indietro. Ci terremo in contatto. Auguro a Mura e Nannini di continuare bene la regata, nel nome della bandiera tricolore.Dobbiamo dimostrare di essere all’altezza dei grandi navigatori francesi, anzi se possibile, superarli. Giovanni Soldini ci ha insegnato che è possibile.”
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