I controlli a Ferragosto sono assurdi per Ucina

Confindustria Nautica: Albertoni “Assurdo procedere con controlli a tappeto nel periodo di Ferragosto. E’ una strumentalizzazione facile con pesanti ripercussioni sull’economia del turismo nautico italiano. Assordante il silenzio della politica di fronte alle richieste di attenzione del settore
Il Presidente di UCINA Confindustria Nautica, Anton Francesco Albertoni, grida il suo allarme a seguito dell’inasprirsi dei controlli sui mega yacht nei principali porticcioli italiani.
“Non entriamo nel merito dell’operazione di recupero gettito di cui condividiamo gli intenti, ma francamente ci pare assurdo scegliere il periodo di Ferragosto per perseguire controlli a tappeto nei principali porti turistici italiani. Le imbarcazioni sopra i dieci metri – continua Albertoni – vengono tutte regolarmente immatricolate e possono quindi essere controllate in qualsiasi momento dell’anno. Portare avanti un’operazione simile a Ferragosto  – che apre solo contenziosi a lungo termine senza che vi sia alcun recupero di evasione – è una strumentalizzazione facile, che ha certamente risonanza sui media ma che in realtà va solo a minare l’economia del territorio italiano”.

Del resto, UCINA denuncia da tempo la fuga degli armatori verso la Francia dove è possibile fare charter godendo di una normativa più chiara e semplice di quella attualmente in vigore in Italia. Fuga che sta causando una perdita di centinaia di milioni di euro all’economia delle nostre coste e del territorio retrostante che vivono dell’indotto del turismo nautico.

Si pensi che un’unità da diporto genera un indotto annuo sul territorio pari la 10% del suo costo iniziale attraverso le spese di ormeggio, carburante, manutenzione, provviste, ristorazione, shopping, ecc. Si tratta di un enorme potenziale per l’economia del nostro Paese.

L’Associazione di categoria chiede un intervento deciso e urgente della politica. “E’ assordante il silenzio che avvolge il nostro settore in questo momento – dichiara Albertoni. Chiediamo a viva voce che la politica, e in particolare il Ministro del Turismo, Michela Vittoria Brambilla, si renda conto dei valori che sono in gioco.
Non si tratta di aiutare solo il nostro settore, si tratta di aiutare l’economia del nostro Paese. Non può essere altrimenti, perché demonizzare un settore come la nautica da diporto significa intaccare l’economia del quinto comparto nazionale che detiene – nonostante la crisi – la leadership mondiale nella produzione di superyacht e assicura lavoro a 120mila persone in Italia”.

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