Servizio antinquinamento marino

Rifiuti in mare, al via il servizio antinquinamento marino

Operativo il servizio antinquinamento marino del Ministero dell’Ambiente per il recupero dei rifiuti in mare. Il primo febbraio è stata fatta una dimostrazione a Fiumicino, alla foce del Tevere, con il battello attrezzato per il marine litter della flotta antinquinamento Castalia del Ministero. Un’iniziativa accolta con entusiasmo da Marevivo, l’associazione ambientalista impegnata nella tutela del mare e delle sue risorse, ha accolto con favore la notizia.

Servizio antinquinamento marino

Il servizio antinquinamento marino, composto da 32 unità navali specializzate, nasce da un accordo raggiunto fra Castalia con il Ministero dell’Ambiente e Corepla, il Consorzio Nazionale per la raccolta, il riciclo e il recupero degli imballaggi in plastica. Delle 32 unità navali del servizio antinquinamento marino, 9 sono d’altura e 23 costiere. Il lavoro delle unità navali si svolge così: 9 unità di altura e 4 costiere si trovano in diversi porti italiani con l’obiettivo di garantire un pronto intervento in caso di inquinamento del mare territoriale; 19 unità costiere sono impiegate in particolar modo nel pattugliamento per il contenimento del marine litter, sia nelle acque marine antistanti le foci dei fiumi sia nelle aree marine protette e 4 di queste pattugliano le aree di mare territoriale dove si trovano le piattaforme off-shore per l’estrazione di petrolio.

Servizio antinquinamento marino

Nel commentare l’entrata in azione del servizio antinquinamento marino per il recupero dei rifiuti in mare, Rosalba Giugni, fondatrice e presidente di Marevivo, ha affermato: “Per noi questo progetto rappresenta una grande vittoria, è dal 1987 infatti che sollecitiamo le istituzioni con tutti i mezzi possibili a intraprendere questa azione fondamentale per il mare”. Sottolineando: “Adesso è però importante intervenire alla sorgente del problema e impedire ai rifiuti di arrivare al mare, approvando leggi e direttive europee come la Salva Mare e la SUP – Single Use Plastics e a supporto dell’economica circolare, sensibilizzando le persone sull’importanza di smaltire i rifiuti in modo corretto e implementando appositi sistemi di raccolta della plastica alla foce dei fiumi”.

Giugni ha poi concluso: “La plastica in superficie rappresenta infatti solo il 15% di quella presente in mare, questo significa che la maggior parte è dispersa nei fondali ed è più difficile, se non impossibile, recuperarla. Abbiamo fatto un grande passo verso un mare libero dai rifiuti, ma la strada è ancora lunga”.