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Salvatore Sarno dice NO all’AC

Il Quotidiano Nazionale, a firma Salvatore Siviero, intervista oggi il manager di MSC Salvatore Sarno, tornato nella sua Durban a dirigere la sezione sudafricana della compagnia di spedizioni marittime. Nell’intervista Sarno contesta la nuova formula di Bmw Oracle, giudicandola troppo costosa ed esclude categoricamente una nuova partecipazione del team africano. Proprio quel team che aveva riscosso successi in termini di immagine e anche in acqua grazie all’esperienza di Paolo Cian e Tommaso Chieffi

Cosa succede? Le capita di essere fermato dagli appassionati di vela che chiedono di Shosholoza? Ci dice cosa le dicono esattamente?
“Beh, mi capita molto più spesso di quanto avessi mai potuto immaginare. Shosholoza è rimasta viva nella mente degli appassionati di vela perché chiunque avrebbe potuto immedesimarsi nel ruolo di uno dei miei ragazzi. Mi si chiede se parteciperemo alla prossima Coppa America e io rispondo che sarà molto difficile. Molti vogliono sapere cosa fanno i ragazzi, e non rimangono sorpresi nell`apprendere che quasi tutti sono ritornati ai lavori originali.

E ora, che tutto sembra cambiato con i nuovi catamarani, cosa succederà della “vecchia” “cara” America’s Cup?
“(L’espressione del volto di Sarno si fa cupa) Non è una bella cosa… Larry Ellison ha lasciato fare tutto a Coutts, e penso che il risultato sia assolutamente catastrofico. A parte la spettacolarità dei mezzi, si è voluto andare troppo avanti con l`evoluzione. Le barche da 90 piedi proposte da Alinghi avrebbero dato lo stesso spettacolo, e sarebbero costate di meno”.

Mascalzone Latino come Challenger of Records.
“Onorato ha accettato troppe idee di Russel Coutts. Offende l`intelligenza di tutti gli sportivi italiani quando dichiara, d’accordo con Coutts, che si sono ridotti i costi, e poi dice che ci vuole un budget di 80 milioni Aumentando l`entry fee ad un milione ed il performance bond a due, si e`voluto restringere la cerchia dei possibili partecipanti. Team Origin ed i tedeschi hanno fatto sapere che una sfida costa molto di più dei 25 milioni che molti avevano budgettato (incluso noi di Shosholoza). Anche se c`e`da apprezzare la sportività , mi sembra ridicolo per un team andare in Nuova Zelanda a fare più o meno un corso di vela, per poi pensare di battere i maestri. Tutti dovrebbero sapere che nella passata edizione i francesi, i tedeschi, i cinesi e gli svedesi avevano un budget vero di 25 milioni, +39 stava sui 20, i neozelandesi su 35 e noi sui 17. Ora ci vogliono 3 milioni per incominciare e poi andare a fare pratica di catamarano ad ala fissa in Nuova Zelanda. Insomma, come dichiarato dagli stessi organizzatori, ci vogliono tra i 40 ed i 70 milioni per i 3 anni:pazzesco di questi tempi!”

Come sarà la prossima Coppa America? Mettendo da parte l’ultima strana sfida, può essere più bella della 32° alla quale ha preso parte Shosholoza?
“La 32ma Coppa America resterà nella storia come la più bella competizione velica mai disputata. Non dimenticherò mai Trapani. Non si ripeterà mai più una simile affluenza di pubblico ed un simile entusiasmo. Gli Act davano quel qualcosa in più alla competizione finale. Sicuramente la prossima Coppa sarà spettacolare e le barche (non so dire quante, 4 o forse 5?) daranno spettacolo ma non ci sarà match race. Una specie di formula uno, forse questo si, ma il pubblico è pronto al drastico cambiamento? Probabilmente ci vorrà un po`di tempo, ed in ogni caso mi auguro che alla fine la vela ad ala fissa o no, continui ad entusiasmare”

 

Quotidiano Nazionale

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