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Translated 9, quando il giro del mondo diventa una lezione di leadership

Non è stata la presentazione di un equipaggio. Non è stata nemmeno la semplice conferenza stampa di una campagna sportiva. L’annuncio della partecipazione di Translated 9 alla prossima Ocean Globe Race 2027 si è trasformato nel racconto di un’idea: dimostrare che innovazione, impresa e avventura condividono gli stessi valori quando al centro vengono messe le persone.

Marco Trombetti, fondatore di Translated, non ha parlato di performance, budget o tecnologia. Ha parlato di paura, fiducia e responsabilità. «Non avevo mai navigato. Non avevo nemmeno amici velisti. Eppure ho deciso di candidarmi come skipper di un giro del mondo», ha raccontato. Una scelta apparentemente irrazionale che, invece, rappresenta il punto di partenza di un progetto diventato un caso internazionale.

La filosofia era semplice quanto rivoluzionaria: selezionare un equipaggio non soltanto sulla base delle competenze veliche, ma soprattutto sulle qualità umane. Oltre 1.500 persone presentarono la propria candidatura. Alla fine furono scelti 27 membri, molti dei quali senza alcuna esperienza di navigazione oceanica.

«Quando affronti una sfida più grande di te, lavori più duramente di chiunque altro», ha spiegato Trombetti. Ed è esattamente ciò che accadde. Due anni di preparazione, circa 25.000 miglia di allenamento e una sorprendente vittoria nelle prime due tappe dell’Ocean Globe Race 2023.

Poi arrivò Capo Horn.

Lo scafo danneggiato, le tempeste, le riparazioni improvvisate alle Falkland, un secondo cedimento strutturale e l’infortunio della moglie Isabel avrebbero potuto chiudere definitivamente l’avventura. Invece ne cambiarono il significato.

«Appena siamo scesi dalla barca avevamo già un nuovo sogno. Se fallisci, nessuno ricorderà il fallimento. Ricorderanno il nuovo sogno che nasce dopo.» È probabilmente questa la frase che sintetizza meglio la cultura imprenditoriale di Trombetti: trasformare gli ostacoli in opportunità, senza perdere di vista lo scopo.

Quando ormai non c’erano più classifiche da conquistare né trofei da vincere, Isabel, prima di essere evacuata con una gamba fratturata, lasciò al marito un’unica richiesta: «Ripara questa barca e portala al traguardo.» Fu in quel momento che la regata cessò di essere una competizione sportiva per diventare un progetto di leadership.

«Ci sono momenti nella vita in cui non esiste un piano B. Non fai qualcosa perché c’è un premio. Lo fai perché è la cosa giusta da fare.» Parole che spiegano molto anche del modo con cui Translated affronta l’innovazione nell’intelligenza artificiale: la tecnologia come strumento per valorizzare il talento umano, non per sostituirlo.

A confermare il valore di questa esperienza è stato Don McIntyre, fondatore della Ocean Globe Race, che vede in Translated 9 una delle espressioni più autentiche dello spirito della manifestazione. «Credo che l’avventura renda le persone migliori», ha spiegato. «Fin dall’inizio abbiamo sempre detto che il cuore della Ocean Globe Race non sono le barche, ma le storie umane.» McIntyre ricorda ancora la prima telefonata ricevuta da Trombetti. «Quando riattaccai dissi a mia moglie: ho appena parlato con qualcuno che parla la nostra stessa lingua.»

Quella lingua era fatta di coraggio, inclusione e fiducia nelle persone. Non a caso Translated 9 ha ricevuto lo Spirit of the Ocean Trophy, il riconoscimento assegnato all’equipaggio che meglio ha incarnato i valori della regata.

TRANSLATED

Ora lo sguardo è rivolto al 2027.

«Vogliamo vincere», dice Trombetti, senza nascondere l’ambizione. Ma la vittoria sportiva è solo una parte dell’obiettivo. «L’Italia non ha mai conquistato una regata intorno al mondo con equipaggio. Vorremmo riuscirci con una barca italiana che dimostri come la diversità sia una risorsa.» C’è poi una motivazione ancora più profonda, che lega il mare alla missione dell’azienda. «Permettere alle persone di capirsi nella propria lingua è più importante che andare su Marte. Se non riusciamo a comprenderci, non possiamo affrontare insieme le grandi sfide dell’umanità.»

È forse questo il messaggio che rende Translated 9 un progetto perfettamente in sintonia con la visione di leader. In un settore che racconta spesso la tecnologia attraverso numeri e prestazioni, Trombetti e McIntyre ricordano che il vero vantaggio competitivo nasce ancora dalle persone. La vela oceanica diventa così un laboratorio di management, innovazione e cultura d’impresa. Un luogo in cui leadership significa assumersi responsabilità, resilienza significa ricominciare quando tutto sembra perduto e successo significa ispirare altri a intraprendere sfide più grandi di quanto credano possibile.

Perché, come insegna questa storia, il mare non premia chi sa tutto. Premia chi non smette mai di imparare.

 

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