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Grandi eventi sportivi, Roma vale 7,5 miliardi di euro: nasce il “Modello Roma”

di Damiano Cori
Presentato in Campidoglio lo studio del Sole 24 Ore su dodici manifestazioni tra il 2023 e il 2026. Gualtieri rilancia l’ipotesi di una candidatura olimpica della Capitale

Roma si conferma una delle capitali europee più capaci di trasformare lo sport in leva di sviluppo economico e turistico. Lo certifica lo studio “Grandi eventi sportivi a Roma. Quattro anni che valgono un’Olimpiade”, presentato venerdì 3 luglio nella Sala della Promoteca in Campidoglio nel corso del convegno “I grandi eventi sportivi: il Modello Roma”, organizzato da Roma Capitale insieme al Gruppo Il Sole 24 Ore e al Ministero del Turismo.

Il mare entra nel “modello Roma”: in arrivo il SailGP a Ostia

Tra i tasselli più significativi della strategia capitolina sui grandi eventi c’è anche una novità che guarda al mare. Dall’11 al 12 settembre 2027 Ostia ospiterà la prima tappa italiana del SailGP, il circuito internazionale dei catamarani foiler F50 conosciuto come la “Formula 1 del mare”, nell’ambito di un accordo triennale tra la lega fondata da Russell Coutts e Larry Ellison, Roma Capitale e Regione Lazio. Il litorale romano, con il Porto Turistico e le spiagge limitrofe trasformati in un Race Stadium temporaneo, diventerà così per tre anni una tappa fissa del calendario mondiale della vela ad alte prestazioni, dopo le due edizioni ospitate da Taranto nel 2021 e nel 2023.

Per l’assessore capitolino Alessandro Onorato l’operazione porterà a Ostia un ritorno strutturale che va oltre il singolo weekend di gara, con un impatto economico medio stimato nelle altre tappe del circuito intorno ai 25 milioni di euro e interventi di riqualificazione del litorale per oltre 10 milioni di euro destinati a restare a beneficio dei residenti. L’arrivo del SailGP conferma dunque come il “modello Roma” sui grandi eventi non riguardi solo gli impianti del centro storico, ma stia allargando il proprio perimetro anche al fronte marittimo della Capitale, un asset che l’amministrazione indica come strategico per turismo, economia del mare e qualità della vita.

La ricerca, realizzata da 24 ORE Ricerche e Studi, ha analizzato dodici grandi manifestazioni ospitate o programmate nella Capitale tra il 2023 e il 2026: tre eventi unici — Ryder Cup 2023, Campionati Europei Maschili di Pallavolo 2023 e Campionati Europei di Atletica Leggera 2024 — a cui si aggiungono nove appuntamenti ricorrenti, monitorati nelle edizioni 2023-2025 con una proiezione al 2026.

Il risultato complessivo è un impatto economico territoriale superiore a 7,5 miliardi di euro, una cifra che regge il confronto con le Olimpiadi di Parigi 2024, il cui impatto è stato stimato da diversi studi in circa 9 miliardi, pur trattandosi di un evento con un numero di discipline nettamente maggiore.

A comporre il totale sono 3,5 miliardi di effetti diretti, 2,5 miliardi di effetti indiretti e oltre 1,5 miliardi di effetti indotti, per un moltiplicatore medio di 2,2: ogni euro speso da organizzatori, atleti, staff e spettatori ha generato più del doppio in ricadute sul territorio romano. Nel quadriennio la città avrebbe accolto oltre 5 milioni di presenze legate ai grandi eventi, con una spesa complessiva superiore ai 3,2 miliardi di euro, a fronte di circa 400 milioni investiti dagli organizzatori. Anche il ritorno d’immagine pesa: il valore pubblicitario equivalente della visibilità generata per il brand Roma Capitale supera i 430 milioni di euro.

Ad aprire i lavori è stato il sindaco Roberto Gualtieri, che ha definito i risultati superiori a ogni aspettativa e ha rivendicato la solidità del metodo di lavoro alla base del cosiddetto “modello Roma”, fondato sulla collaborazione tra istituzioni e sul coinvolgimento della città, capace secondo il primo cittadino di generare crescita economica ma anche coesione sociale.

Il sindaco ha insistito in particolare su un punto: le infrastrutture non nascono come conseguenza di un evento, ma vengono pianificate a monte, come condizione abilitante per ospitare le manifestazioni future. Guardando avanti, Gualtieri ha riacceso l’ipotesi di una candidatura olimpica della Capitale, annunciando che Roma sarà protagonista nella corsa all’assegnazione dei prossimi Giochi. Il sindaco ha colto l’occasione anche per aggiornare sullo stadio della Roma a Pietralata, ora nella fase della Conferenza dei servizi decisoria, definendolo un intervento di riqualificazione urbana oltre che un impianto sportivo, ed esprimendo l’auspicio che proceda in parallelo anche il progetto del nuovo stadio della Lazio.

L’assessore capitolino a Grandi Eventi, Sport, Turismo e Moda, Alessandro Onorato, ha messo i dati romani a confronto con altri grandi appuntamenti sportivi internazionali, sottolineando che l’impatto generato a Roma supera quello stimato per le Olimpiadi invernali di Milano-Cortina, indicato in 6,6 miliardi, avvicinandosi a quello di Parigi 2024.

Secondo l’assessore, la ricaduta occupazionale equivale a circa 100mila posizioni di lavoro a tempo pieno nell’arco dei quattro anni. Onorato ha inoltre collegato i grandi eventi allo sviluppo più ampio della città, ricordando che negli ultimi quattro anni sono aperti 147 nuovi hotel a Roma, segno di un’attrattività cresciuta insieme al calendario sportivo. Per l’assessore i grandi eventi lasciano un’eredità di impianti, infrastrutture e occupazione che va oltre la singola manifestazione.

Per Federico Silvestri, amministratore delegato del Gruppo Il Sole 24 Ore, i grandi eventi sportivi funzionano da ambasciatori delle eccellenze di un territorio, ma per produrre risultati duraturi richiedono pianificazione, investimenti mirati e una visione di lungo periodo, in modo che infrastrutture e competenze diventino un’eredità stabile per i cittadini e per lo sport di base. Silvestri ha indicato Roma come un modello di riferimento su questo fronte.

Tra i relatori del panel “Roma Capitale dello Sport: una visione per il futuro” anche il presidente della Lazio e senatore Claudio Lotito, che ha inquadrato lo sport come un settore ormai industriale, capace di generare occupazione, investimenti, innovazione e turismo, con ricadute che vanno ben oltre gli appassionati e coinvolgono commercio, ricettività e trasporti.

Pur collocandosi politicamente all’opposizione della giunta capitolina, Lotito ha voluto riconoscere il lavoro di Gualtieri e Onorato nel riportare Roma al centro dei grandi eventi, sostenendo che la buona politica è quella capace di superare le appartenenze quando c’è un obiettivo comune. Rivolgendosi al presidente della Fitp Angelo Binaghi, presente in sala, lo ha indicato come esempio di come una visione chiara possa produrre risultati, citando gli Internazionali d’Italia e le ATP Finals come dimostrazione di un modello in cui l’investimento pubblico attiva capitali privati, sponsor e ritorni economici superiori alla spesa iniziale.

Sul fronte delle infrastrutture, Lotito ha rilanciato il progetto dello stadio Flaminio, che la Lazio vorrebbe recuperare insieme a Roma Capitale, presentandolo come un’occasione per restituire alla città un impianto storico firmato Pier Luigi Nervi oltre che una nuova casa al club. Prendendo a modello Londra e la sua rete di grandi impianti, capaci di ospitare in contemporanea eventi calcistici, tornei internazionali e concerti, il presidente biancoceleste ha sostenuto che Roma non deve temere di dotarsi di tre grandi stadi moderni, ma anzi vederli come una leva di sviluppo per l’intero territorio.

Un contributo più cauto è arrivato dal presidente della Federazione Italiana Tennis e Padel, Angelo Binaghi, secondo cui non tutte le manifestazioni sportive sono ugualmente profittevoli o meritevoli di finanziamento pubblico, ricordando che alcuni eventi hanno prodotto in passato bilanci in perdita o ritorni troppo contenuti. Per questo Binaghi ha invitato il Governo a dotarsi di un metodo condiviso e di un valutatore unico per misurare l’impatto delle manifestazioni.

Il numero uno della Fitp, ha suggerito di rapportare sempre l’impatto complessivo di un grande evento all’entità delle risorse pubbliche richieste per organizzarlo, indicando una preferenza per le manifestazioni a cadenza annuale che restano stabilmente sul territorio, rispetto a eventi unici che si ripresentano a distanza di decenni. Pur riconoscendo di non poter accontentare ogni tipologia di manifestazione vista la scarsità delle risorse, Binaghi ha precisato di non voler contrapporre gli Internazionali d’Italia a un’eventuale candidatura olimpica.

Il convegno ha offerto anche l’occasione per un primo confronto sulla prospettiva olimpica, affidato al panel con Luciano Buonfiglio, presidente del Coni, Claudio Lotito e Giovanni Malagò, presidente della Federcalcio e membro del Comitato Olimpico Internazionale per l’Italia, oltre che presidente della Fondazione Milano Cortina 2026.

Buonfiglio ha condizionato una eventuale candidatura al pieno sostegno di tutte le istituzioni coinvolte, mentre il presidente di Sport e Salute, Marco Mezzaroma, si è detto favorevole, sottolineando che Roma sarà nei prossimi anni dotata di impianti adeguati per ospitare i Giochi e giudicando positivamente una futura candidatura della Capitale.

Malagò, che ha preso parte alla giornata romana prima di rientrare sul dossier degli stadi per Euro 2032, ha aggiornato nelle ore successive sull’incontro tenuto con il ministro dello Sport Andrea Abodi insieme ai vertici di Coni, Cip e Uefa: secondo il presidente della Figc, entro il 31 luglio sono attese le risposte certificate sugli impianti destinati all’Europeo, con la possibilità che si aggiungano stadi di supporto ai cinque previsti inizialmente qualora emergessero criticità in corso d’opera.

Lo studio si inserisce nel progetto “Roma Smart Tourism“, finanziato dal Ministero del Turismo attraverso il Fondo dedicato ai Comuni a vocazione culturale, storica, artistica e paesaggistica riconosciuti dall’UNESCO, con l’obiettivo di promuovere modelli innovativi di sviluppo turistico e urbano che valorizzino i grandi eventi come strumenti di crescita economica, attrattività internazionale e rigenerazione della città.

Tra Ryder Cup, Europei di atletica e pallavolo, e un calendario di appuntamenti ricorrenti che si rinnova di anno in anno, il “modello Roma” prova così a candidarsi come caso di studio nazionale — e, guardando al 2036 o oltre, come base per un sogno più grande: quello dei Cinque Cerchi sul Tevere.

Fiera di Roma elezioni Fiv 2020

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