Ucina e Legambiente insieme

Ucina e Lagambiente unite per ottenere i regolamenti sulle Aree Marine Protette.

UCINA e Legambiente, che sono stati i promotori del Tavolo tecnico per la nautica eco-compatibile cui hanno partecipato il Ministero delle Infrastrutture e Trasporti, il Comando Generale delle Capitanerie di Porto, il Reparto Ambientale Marino della Guardia Costiera, Federparchi, e le associazioni ambientaliste, da anni promuovono uno sviluppo dell’industria nautica che vada di pari passo con la tutela dell’ambiente.

 Le iniziative promosse in questi ultimi due anni da UCINA e Legambiente sono state volte a favorire il recepimento dei nuovi regolamenti da parte degli enti gestori delle 28 Aree Marine Protette presenti sul nostro territorio. Ad oggi, solo la riserva del Regno di Nettuno (Ischia e Procida) ha recepito integralmente le norme dei nuovi regolamenti che saranno adottati a breve anche dalle Aree Marine delle Cinque Terre, Capo Carbonara (Villasimius), Penisola del Sinis, Isole Ciclopi, Secche di Tor Paterno, mentre Portofino, Isola di Bergeggi e Isole Pelagie le recepiranno solo parzialmente. “Il perdurare di differenti applicazioni dei regolamenti da parte delle Aree Marine Protette – fa notare il Presidente di UCINA, Anton Francesco Albertoni – implica tra l’altro una difficoltà da parte dell’utenza a conoscere le norme e a rispettare le riserve stesse. Peraltro il diporto è in grado di generare valori economici significativi in termini di gestione, di utilizzo, di occupazione e crea un considerevole indotto turistico sul territorio, anche per quello protetto”. “In questi anni – ha dichiarato Sebastiano Venneri, Vicepresidente di Legambiente – abbiamo dimostrato che la nautica da diporto ben gestita può tranquillamente operare nelle aree marine protette. C’è però un evidente ritardo normativo nel comparto e da tempo ne chiediamo l’adeguamento ai vari Ministri che si sono succeduti negli ultimi anni. Lavoreremo ancora perché la prossima stagione veda l’approvazione dei nuovi regolamenti nel maggior numero di aree protette, per il bene dell’ambiente e dell’industria italiana di qualità”.

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