Barche a idrogeno? Una realtà. Come funziona il progetto di h2boat

L’idrogeno per dare energia alle barche. Ma in che modo? A parlarne gli ingegneri del team di h2boat, spin-off dell’Università di Genova, che in occasione del Salone Nautico di Genova 2020 hanno presentato l'”Energy Pack“, menzionando anche la partnership raggiunta con B&G del gruppo Navico per una nautica più attenta all’ambiente.

Ma chi è h2boat? E’ una start-up focalizzata sulla ricerca e lo sviluppo di sistemi energetici principalmente basati sull’utilizzo dell’idrogeno. A Genova, in occasione del 60esimo Salone Nautico, è stato presentato dagli ingegneri Paolo Olivieri e Alberto Traverso, in rappresentanza del team di h2boat, il primo sistema per produrre energia a zero impatto ambientale. Un sistema virtuoso e circolare per barche a idrogeno, che utilizza l’acqua come fonte dalla quale ricavare combustibile, l’idrogeno per l’appunto, che dopo aver prodotto energia torna a essere di nuovo acqua. Niente odori e nessuna vibrazione.

Olivieri ha spiegato: “Il nostro è oggi l’unico sistema ad avere i requisiti di sicurezza necessari per poter essere impiegato su navi e imbarcazioni. Con un processo di elettrolisi l’idrogeno contenuto nell’acqua è separato dall’ossigeno, direttamente in barca. L’idrogeno viene poi utilizzato per alimentare un sistema di fuel cell in grado di garantire l’energia necessaria ad alimentare i servizi e le ‘utenze hotel’ di bordo”.

Traverso ha aggiunto: “L’unicità dell’Energy Pack di h2boat sta nel fatto che con esso viene utilizzato un sistema di stoccaggio dell’idrogeno prodotto a bordo, basato sulla tecnologia degli idruri metallici contenuti in bombole, che sono in grado di assorbire e quindi immagazzinare l’idrogeno a bassa pressione e senza necessità di refrigerarlo. Bombole che su una barca a vela possono essere contenute là dove è utile avere peso cioè nel bulbo”.

Idrogeno, combustibile del futuro

Tramite una nota è stato spiegato: “Un Energy Pack di h2boat è composto da un elettrolizzatore che ricava idrogeno dall’acqua. L’energia necessaria al suo funzionamento (che alimenta anche tutti gli ‘impianti hotel’ dell’imbarcazione, gli strumenti di navigazione ecc) arriva da fonti gratuite e rinnovabili: sole e vento, che in mare difficilmente mancano. Nelle barche a vela si può ricorrere pure all’energia idrocinetica, prodotta dal trascinamento di un’elica durante la navigazione. Elemento cardine dell’impianto è lo stoccaggio dell’idrogeno prodotto, basato sulla tecnologia degli idruri metallici: una polvere metallica contenuta in bombole che assorbe l’idrogeno a bassa pressione. Quando serve, l’idrogeno è inviato nella fuel cell dell’Energy Pack per produrre corrente elettrica e acqua”.

Le barche a idrogeno diventano realtà. E passando dalla teoria alla pratica non si può non citare il primo “Giro d’Italia in barca a emissioni zero“, un evento in cui h2boat e B&G sono partner e che vede protagonista “h2boat Nikyta“, una barca a vela Phoenix 24 sulla quale è stato installato il primo Energy Pack. Alla speciale imbarcazione il compito di effettuare la circumnavigazione da Imperia a Trieste, grazie anche all’aiuto di strumenti elettronici forniti da B&G: un Chartplotter Zeus³ 12 con mappa mondiale di base C-Map e due Display multifunzione digitali Triton² e Pilote Remote con stazione del vento, autopilota e corredati da un modulo ecoscandaglio.

In rappresentanza del gruppo Navico, di cui B&G fa parte, Roberto Sesenna, general manager Navico Italia, ha affermato: “Abbiamo accettato con entusiasmo la partnership tecnica con il progetto h2boat per realizzare il tour che porterà Nikyta a navigare in tutti i mari d’Italia, innanzitutto perché sposiamo totalmente il messaggio di cui l’imbarcazione sarà ambasciatrice: ciascuno di noi si deve impegnare quanto più possibile per ridurre l’impatto delle nostre attività nei confronti dell’ambiente, anche quando si tratti di andare in barca e oltretutto a vela”.

Sesenna ha quindi sottolineato: “La tecnologia dell’idrogeno sembra essere la soluzione migliore, specie con l’Energy Pack di h2boat, un sistema che segna lo stato dell’arte, il punto di riferimento nel mercato, proprio come i nostri apparati B&G fanno nell’ambito della strumentazione elettronica di bordo. La nostra collaborazione con gli ingegneri del team h2boat andrà oltre la fornitura di materiale poiché stiamo lavorando assieme affinché i nostri strumenti e la loro tecnologia, possano sposarsi totalmente anche in termini di integrazione a bordo. Siamo già al lavoro affinché l’Energy Pack di h2boat si possa interfacciare totalmente con i nostri sistemi, per poter essere controllato direttamente attraverso i display touch screen di Navico”.