Regione Lazio fa da apripista per la nautica da diporto

Il Lazio è la prima Regione ad aprire all’accesso alle imbarcazioni in ambito regionale per regioni tecniche, di sicurezza e di manutenzione delle unità da diporto. Ai sensi dell’art. 32, comma 3, della legge 23 dicembre 1978, n. 833 in materia di igiene e sanità pubblica, si legge, “è consentito lo spostamento, nell’ambito del territorio regionale, all’interno del proprio comune o  nei comuni dove sono i natanti o le unità diporto di proprietà, per lo svolgimento, per non più di una  volta al giorno, delle sole attività di manutenzione, riparazione, e sostituzione di parti necessarie per  la tutela delle condizioni di sicurezza e conservazione del bene, da parte dell’armatore, del proprietario o del marinaio con regolare contratto di lavoro, esclusivamente nel rispetto di quanto  previsto dai Decreti della Presidenza del Consiglio e di tutte le norme di sicurezza relative al contenimento del contagio da COVID-19”.

Allo stesso modo, “sono consentite, nell’ambito delle attività di rimessaggio, delle marine o nei luoghi appositamente  attrezzati, in considerazione delle esigenze di tutela del bene che potrebbe essere esposto a danni  irreparabili in ragione di una carente attività manutentiva e di conservazione, le attività di manutenzione dei natanti e imbarcazioni da diporto, nonché le attività propedeutiche allo spostamento dal cantiere all’ormeggio”.

Le attività indicate nella presente ordinanza dovranno comunque svolgersi nel rispetto di tutte le disposizioni governative.

Ringrazio il Presidente Zingaretti per la sensibilità dimostrata e, in attesa di buone notizie dal governo sulla riapertura delle attività produttive, invito gli altri governatori a seguirne l’esempio” – commenta il Presidente di CONFINDUSTRIA NAUTICA, Saverio Cecchi -. “Ancora una volta abbiamo la riprova di come il lavoro e la capacità di proposta tecnica paghino più della semplice comunicazione pubblica e per questo sono orgoglioso della nostra struttura per il grande lavoro svolto negli ultimi due mesi a sostegno di tutta la filiera e del diporto”.

L’Associazione rimane anche in attesa della risposta del Ministero dell’Interno, cui ha ufficialmente chiesto di consentire l’accesso da parte dei proprietari sulle proprie unità per ragioni di sicurezza.