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Ferrari Hypersail e North Sails: la tecnologia della vela oceanica diventa abbigliamento ad alte prestazioni

Presentata la nuova linea di abbigliamento Ferrari Hypersail sviluppata con North Sails. Un progetto che unisce ricerca sui materiali, design e innovazione, nato intorno al nuovo monoscafo oceanico di 100 piedi con cui Ferrari punta al record del giro del mondo.

C’è un filo conduttore che lega la ricerca della massima velocità sull’acqua allo sviluppo di un capo tecnico: la capacità di superare i limiti attraverso l’innovazione. È su questa visione condivisa che nasce la collaborazione tra Ferrari e North Sails, presentata in occasione del lancio della nuova linea di abbigliamento Ferrari Hypersail. Un progetto che porta l’esperienza di uno dei marchi di riferimento della vela internazionale a incontrare la cultura tecnologica e sportiva di Maranello.

Luca Delfino: due marchi, una visione della performance

Per Luca Delfino, Chief Sales Officer di North Sails, la collaborazione è il risultato di un’affinità che precede lo sviluppo del prodotto. «È stato fin dall’inizio un incontro molto naturale. I due marchi condividono gli stessi valori: la ricerca della massima performance, l’innovazione e la volontà di spostare continuamente i limiti in avanti».
Una convergenza che affonda le radici anche nella storia dei rispettivi fondatori, accomunati da una forte cultura tecnica e dalla competizione. «Ci uniscono la passione per la performance, il gusto della sfida e soprattutto l’obiettivo di realizzare qualcosa che non è mai stato fatto prima. Su questi elementi ci siamo trovati immediatamente allineati».
La partnership coinvolge diverse competenze del gruppo North Technology, dalla progettazione delle vele alla realizzazione dell’albero e delle attrezzature, fino allo sviluppo dell’abbigliamento destinato all’equipaggio.

Enrico Voltolini: un 100 piedi per riscrivere le regole della vela oceanica

A spiegare le caratteristiche del progetto è Enrico Voltolini, Project Leader di Ferrari Hypersail, protagonista di un programma che punta a trasferire nella navigazione oceanica soluzioni finora sperimentate soprattutto nelle competizioni tra le boe.

«Hypersail è un prototipo di 100 piedi, circa 30 metri, con caratteristiche mai viste prima nella vela oceanica. Una delle principali innovazioni è l’adozione di un albero con una randa a doppia superficie, una sorta di ala morbida che permette di modificare profondamente il profilo della vela al variare delle condizioni».

Le innovazioni comprendono anche un’ala dotata di flap applicata al bulbo della chiglia, pensata per contribuire alla stabilità, e un sistema di produzione energetica affidato ai grinder, che alimentano elettricamente i dispositivi di manovra.

L’obiettivo dichiarato è il record del giro del mondo. La barca disporrà inoltre di tre turbine eoliche, progettate per operare fino a 80 nodi di vento apparente, e di pannelli solari distribuiti sulle superfici disponibili.

 

L’abbigliamento come parte integrante del progetto

È proprio l’architettura di Hypersail a imporre nuove esigenze nella progettazione dell’abbigliamento. A differenza delle imbarcazioni oceaniche tradizionali, l’equipaggio trascorrerà gran parte della navigazione all’interno del pozzetto chiuso, uscendo in coperta soltanto per i cambi di vela o per risolvere eventuali problemi tecnici. «Passeremo quasi tutta la regata all’interno della barca. Attraversando l’Equatore, o navigando con poco vento, le temperature potranno essere molto elevate. Avremo sistemi di ventilazione forzata, ma questo comporta richieste estreme anche per l’abbigliamento che dovremo indossare», spiega Voltolini.

È in questo scenario che si inserisce il lavoro creativo di Daria Martelli, Head of Design North Sails, chiamata a coniugare le esigenze tecniche del progetto con l’identità estetica della nuova collezione.

La linea Ferrari Hypersail rappresenta così un ulteriore punto d’incontro tra due mondi che condividono la ricerca della performance. Una collaborazione nella quale l’abbigliamento non è soltanto espressione di stile, ma parte di un progetto tecnologico concepito per affrontare una delle sfide più impegnative della vela oceanica.

 

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