Economia

SNIM, nautica e export: il Mezzogiorno punta a rafforzare la filiera

Al Salone Nautico di Puglia 180 espositori e oltre 300 imbarcazioni. Tajani indica l’obiettivo dei 700 miliardi di export entro il 2027; Formenti richiama il peso economico dell’intera industria, dai cantieri ai servizi.

La nautica italiana guarda ai mercati internazionali e il Mezzogiorno punta a rafforzare il proprio ruolo nella filiera. È il messaggio emerso all’apertura della 22ª edizione dello SNIM – Salone Nautico di Puglia, in programma fino al 26 ottobre al Marina di Brindisi, con 180 espositori, oltre 300 imbarcazioni e 20.000 metri quadrati di spazi espositivi.

In un messaggio al Salone, il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha definito la nautica «uno dei fiori all’occhiello del nostro sistema produttivo», sottolineandone la vocazione internazionale. I dati citati confermano la dimensione economica del comparto: nel 2025 il fatturato della nautica italiana ha raggiunto 8,72 miliardi di euro, con una crescita dell’1,4%, mentre l’export della cantieristica ha toccato il record di 4,4 miliardi. L’Italia detiene inoltre il 52% degli ordini mondiali di superyacht.

Il ministro ha inserito questi risultati nella strategia nazionale per l’export, che ha raggiunto 643 miliardi di euro nel 2025. Dopo la crescita del 5% registrata nei primi otto mesi del 2026, il Governo punta a portare il valore complessivo delle esportazioni a 700 miliardi entro il 2027. Per sostenere l’obiettivo, Tajani ha indicato la diversificazione dei mercati e il rafforzamento della presenza italiana in Asia, Africa, Golfo e America Latina, oltre ai tradizionali sbocchi europei e statunitensi. Ha inoltre richiamato il ruolo della ZES Unica e dei porti adriatici nei progetti di connessione con l’India e l’Asia.

Per il presidente di Confindustria Nautica, Piero Formenti, la strategia di crescita deve valorizzare l’intera filiera, non soltanto la produzione di superyacht. «La nautica italiana non è solo superyacht», ha affermato, ricordando il contributo di servizi, porti, reti di vendita, charter, accessoristica e componentistica. Nel settore lavorano 32.420 addetti diretti, il 3% in più rispetto all’anno precedente, e circa 170 mila persone considerando l’intera filiera. Secondo uno studio di Confindustria Nautica e Fondazione Symbola, per ogni euro di valore aggiunto generato dai cantieri se ne attivano complessivamente 5,2 lungo la filiera.

La dimensione territoriale è al centro dell’intervento del presidente dello SNIM, Giuseppe Meo, che propone di fare della blue economy un progetto regionale condiviso da istituzioni, imprese, scuole e territori. L’obiettivo è rafforzare la formazione tecnica e avvicinare i giovani alle professioni del mare, creando competenze utili alle aziende e nuove opportunità di lavoro in Puglia.

Il Salone ospita anche il Forum delle Imprese Nautiche del Mezzogiorno, incontri con operatori esteri e il Villaggio della Formazione, accanto alle attività sportive e inclusive. Un programma che prova a mettere in relazione promozione commerciale, capitale umano e sviluppo industriale: tre leve decisive per trasformare i risultati della nautica italiana in nuove occasioni di crescita per il Sud.

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