Oceano

Consultazioni di Mario Draghi con le parti sociali, presenti anche le associazioni ambientaliste

Le associazioni ambientaliste hanno partecipato alle consultazioni con le parti sociali del presidente del Consiglio incaricato Mario Draghi. Un fatto che ha destato soddisfazione e che è stato accolto come un segnale importante. Ma non solo. Quanto emerso dall’incontro ha rappresentato una vera e propria svolta, non solo per gli stessi ambientalisti, ma anche per il racconto politico di questi giorni. L’annuncio che ci sarà un Ministero della Transizione ecologica è stata un’importante notizia. Anzi, è stata la notizia.

A parlarne per prima è stata la presidente del Wwf Italia, Donatella Bianchi, proprio al termine dell’incontro della delegazione degli ambientalisti con il presidente incaricato: “La buona notizia è che ci sarà un Ministero della Transizione ecologica”. Stessa reazione da parte di Legambiente: “Accogliamo con soddisfazione la creazione del Ministero della Transazione ecologica”.

Nel pomeriggio di ieri, prima dell’incontro, tramite una nota, l’associazione ambientalista Marevivo aveva fatto sapere di aver appreso con soddisfazione la notizia che il presidente del Consiglio incaricato Mario Draghi avesse inserito nelle consultazioni con le parti sociali i rappresentanti delle associazioni ambientaliste. Secondo quanto sottolineato, si tratta di un segnale importante, che fa sperare che il nuovo esecutivo abbraccerà la strada della sostenibilità così come indicato dal Recovery Fund.

Il mondo ambientalista, tra cui Marevivo, desidera contribuire all’analisi dei temi in discussione e così ha fatto pervenire al presidente incaricato Draghi il documento redatto e firmato da 14 associazioni ambientaliste, già presentato al precedente governo. Le 14 associazioni ambientaliste si sono unite per chiedere di prendere in forte considerazione la difesa della biodiversità e del mare, finora assenti nell’attuale bozza del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.

Secondo quanto evidenziato dai firmatari, è importante rivedere l’attuale bozza del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr) in un’ottica che ponga al centro la natura, in termini di biodiversità ed ecosistemi, così come indicato dall’Unione Europea nel New Green Deal con il Next Generation Eu. Gli stessi firmatari affermano che, al contrario, nell’attuale versione del Pnrr questa centralità è assente, “mentre persiste quella logica ‘estrattiva’ che ha guidato il nostro rapporto con la natura, considerata una mera ‘risorsa da gestire a nostro vantaggio, e che ha portato ad un progressivo deterioramento del capitale naturale”.

Le 14 associazioni ambientaliste hanno ricordato che i capisaldi identificati dalla Commissione per la ripresa e la resilienza sono quattro, e uno riguarda la transizione verde e digitale, basata su sei pilastri:

1) mitigazione del cambiamento climatico;

2) adattamento al cambiamento climatico;

3) protezione e uso sostenibile delle risorse acquatiche e marine;

4) transizione all’economia circolare;

5) prevenzione e controllo dell’inquinamento;

6) protezione e restauro della biodiversità e degli ecosistemi.

Le associazioni ambientaliste hanno sottolineato che “l’ultima bozza del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza non considera la natura (in termini di biodiversità ed ecosistemi): mancano la protezione e l’uso sostenibile delle risorse acquatiche e marine, e le misure dirette di protezione e restauro della biodiversità e degli ecosistemi. Nel piano si cita più volte la visione di Salute Unica (One Health). Ricordiamoci tuttavia che essa vede la salute della natura come precondizione alla salute umana. La salute non si cura solo con medicina e farmacologia”.

Alla luce di ciò, “il mondo ambientalista e quello della ricerca, quindi, richiamano il governo alla piena adesione della visione del New Green Deal e del Next Generation Eu, trattando direttamente la biodiversità e gli ecosistemi come valore primario da proteggere, conservare e gestire”.

Per i firmatari, “è necessario che nel Piano siano aggiunte linee progettuali dirette e operative per la protezione e il restauro della biodiversità e degli ecosistemi. La Commissione Europea considera biodiversità ed ecosistemi come trasversali a tutte le azioni proposte. Attualmente, nel Pnrr, non lo sono. Lo devono diventare”.

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