Nel corso della navigazione da Alicante a Città del Capo, CAMPER ha fatto registrare la migliore percorrenza sulle 24 con 554,16 miglia il 24 novembre, record che farà guadagnare loro l’ambito IWC Speed Record Challenge, per la prima tappa. Una frazione che ha visto CAMPER protagonista con alterne fortune, dopo aver guidato la flotta nelle fasi inziali e fino all’uscita dallo stretto di Gibilterra, gli ispano/neozelandesi hanno pagato caramente la scelta tattica presa in Atlantico. Inizialmente il team ha scelto di seguire l’opzione dei francesi di Groupama 4, mantenendosi vicino alla costa africana. Il quarto giorno, tuttavia, Nicholson ha deciso di sacrificare le miglia guadagnate verso la boa (il traguardo) e ha portato la sua barca bianca e rossa su una rotta occidentale e più al largo, come avevano fatto PUMA Mar Mostro e il futuro vincitore di tappa Telefónica.
E’ stata una decisione costosa, che il team non è mai riuscito veramente a recuperare, tanto che al quinto giorno CAMPER lamentava un distacco di 105 milgia ed era in ultima posizione. Il distacco ha continuato ad aumentare mentre l’equipaggio cercava di portarsi più a ovest, al settimo giorno raggiungeva il massimo gap con 334 miglia. ma, proprio da quella notte la fortuna è cambiata per CAMPER. Recuperando ben 56 miglia, il team è riuscito a riportarsi sotto e nella scia dei leader. Continuando a riprendere terreno, CAMPER si è riportata in gara.
Al nono giorno il team si trovava infatti in terza posizione e al passaggio obbligato dell’isola di Fernando de Noronha il tredicesimo giorno aveva un distacco di 126 miglia dai leader di PUMA Mar Mostro. Nel tragico giorno del disalberamento degli americani, il diciassettesimo, CAMPER si era avvicinata fino a 110 miglia. Nel tentativo di farsi ancora più sotto, l’equipaggio spingeva la barca al massimo e la pressione psicologica ha provocato l’incidente che ha visto protagonista il giovane prodiere sudafricano Mike Pammenter. Sbattuto violentemente da un’onda sulle sartie mentre stava effettuando un cambio di vela, Pammenter si è rotto un dente e il labbro ma è stato prontamente curato dai suoi compagni. Certo un evento che ricorda quanto dura e impegnativa fisicamente può essere la regata. Fortunatamente, già il giorno dopo, il sudafricano era in coperta e pronto a collaborare con il resto del team per far camminare la barca il più velocemente possibile verso Città del Capo all’inseguimento del battistrada Telefónica ormai a sole 94 miglia davanti.
“Adesso dobbiamo pensare al nostro nuovo avversario” scrivevano da bordo di Telefónica. Ma, la ruota della fortuna ha girato ancora una volta contro CAMPER, che è riuscito ad agganciare il fronte freddo, con i suoi venti favorevoli, in ritardo rispetto agli spagnoli che ormai avevano preso il largo. CAMPER ha concluso la prima tappa con oltre 200 miglia e oltre sedici ore e mezza di ritardo, ma con un eccellente secondo posto e, soprattutto, senza riportare danni maggiori.
A oggi, rimane in mare ancora Groupama 4, che all’ultimo rilevamento era localizzato a poco più di 521 miglia da Città del Capo e il cui arrivo è previsto per le prime ore di martedì. Il loro terzo posto li farà salire sul terzo gradino del podio provvisorio con 22 punti (20 per la tappa e due nella In-port). Le tre barche che sono state costrette al ritiro per problemi tecnici manterranno i punti guadagnati nella In-port di Alicante: Abu Dhabi Ocean Racing 6 punti, PUMA Ocean Racing powered by BERG 5 punti e Team Sanya 3 punti.