Norma ammazza blog o ammazza informazione libera in Rete?

Vulpis: “Norma ammazza blog o ammazza informazione libera in Rete?”Rispunta alla Camera dei Deputati la cosiddetta ammazza-blog. La norma è contenuta in una proposta di legge depositata da Scelta civica (tra i firmatari i deputati SC Andrea Romano e Mario Marazziti), sulle modifiche alla legge sulla stampa del 1948 per quanto riguarda le disposizioni sulla diffamazione. Il testo, a prima firma di Stefano Dambruoso, è stato depositato il 6 giugno e assegnata lo scorso venerdì alla Commissione Giustizia dove già si è avviato l’iter sulla riforma della diffamazione a mezzo stampa.

 “In qualità di presidente dell’Associazione Italiana Giornali Online, colgo con rammarico la notizia della ripresentazione della norma meglio conosciuta come Ammazza Blog – dichiara Marcel Vulpis – Prevedere per chi non rispetta la tempistica nella pubblicazione dell’eventuale rettifica multe comprese tra 8 mila e 16 mila euro è un grave errore normativo”. 

Perché questa previsione di penale non è applicata anche sulla carta stampata, dove, talvolta gli stessi quotidiani o settimanali, hanno il “vizietto” di pubblicare rettifiche minime/parziali o arrivano persino a non pubblicarle proprio, senza incorrere in alcuna multa pecuniaria? 

Mi dispiace, tra l’altro, che sia proprio Scelta Civica, che dovrebbe rappresentare un modo nuovo di intendere la politica e la società italiana ad aver proposto una norma iniqua (oltre che sproporzionata a livello di sanzione) come questa. Me ne dispiaccio ulteriormente a titolo personale, in quanto candidato al Senato nel Lazio alle ultime politiche proprio con Scelta Civica. 

E’ chiaro che se dovesse passare questa norma molti siti/testate online rischierebbero di morire. Mi colpisce ancor di più visto che tra i firmatari c’è il nome di Mario Marazziti, che ha una lunga e importante esperienza nel campo della solidarietà. Una solidarietà che, invece, non vedo in alcun modo in questa norma, che rischia di tarpare le ali di tanti giovani imprenditori impegnati nello sviluppo dell’informazione sulla Rete. E’ arrivato forse il momento di creare una federazione delle piccole e medie imprese operanti sulla Rete, in modo da tutelare tutti i soggetti toccati da questa possibile nuova legge”.  

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