Parola di Paul Cayard

La 34esima Coppa America ha già fatto le sue vittime ancor prima di iniziare. Lavoro, ricerca, sviluppo e impegno! Dopo 3 anni il britannico  TeamOrigin si ritira dalla 34ma Coppa.La notizia ha colto di sorpresa lo stesso equipaggio, che era al lavoro sulla progettazione di un maxi catamarano con ala rigida per la prossima edizione.

Dal Blog www.massidestri.eu: Sir Keith Mills, fondatore del team, ha riunito il suo staff: “è stata una decisione molto sofferta e molto dolorosa”, ha detto, “ma dopo aver studiato a lungo protocollo e programma, ci siamo resi conto che questa Coppa non è ‘viable’, non è cioè, realizzabile né economicamente interessante. Per essere competitivi bisogna spendere circa 100 milioni di euro, ma al momento non c’è nulla di concreto da vendere agli sponsor. Per essere pronti nel 2013 bisogna costruire la barca già oggi, ma per quale formato, bastone, bolina, slalom, triangolo? Non sappiamo neanche se il piccolo cat di 45 piedi lo compreremo bell’e fatto o se dovremo costruirlo noi.

E le preregate dove si correranno? Troppi dubbi, troppi soldi, nessuna certezza. All’inizio, eravamo tutti contenti all’idea di un monoscafo di 80, 88 piedi nuovo, tecnologico, potente, poi è venuta fuori questa idea del catamarano con ala rigida. Non mi piace, non è una barca adatta. Nessuno l’ha mai costruita, disegnata, navigata e ci chiedono di correre in 33 nodi di vento! E poi, né io né loro (Bmw Oracle) sappiamo come ormeggiarla con facilità, come armarla e disarmarla in vista delle preregate che si correranno in vari Paesi del mondo. E, poi, i costi: Coutts sostiene che con questa edizione si risparmierà il 20%, ma non è così: si spende quanto nell’edizione del 2007, con la differenza che la campagna dura un anno in meno, quindi, alla fine, è molto più costosa. Ultima cosa, l’appeal televisivo e il ritorno economico.

Io nel business ci vivo e ci lavoro e questa Coppa non è affatto interessante.
Secondo i nostri calcoli, le barche impiegheranno 5 minuti per raggiungere la prima boa e altri 5 per la seconda.
In un quarto d’ora sarà tutto finito. Mi spiace moltissimo e auguro a Russell Coutts di avere successo, ma questa è la sua visione della Coppa, non la mia“.

Per quanto riguarda Luna Rossa, il team italiano ha ufficialmente dichiarato che non parteciperà alla 34esima edizione.
Ma già, dall’LVT La Maddalena la notizia c’era… ora è ufficiale!!
Fonte: http://www.yachtandsail.it

La prossima edizione della Coppa America di vela, prevista nel 2013 con i catamarani, non vedra’ nemmeno al via il Team Germany.
Con un comunicato, il sindacato tedesco ha reso noto che ‘presa visione del regolamento stabilito da BMW Oracle, non si iscrivera’ alla 34/a edizione’.
Fonte: http://www.ansa.it

Per ora non è un gran successo questa nuova Coppa America di Coutts… ma ora leggiamo cosa ne pensa Paul Cayard, skipper di Artemis!

Paul Cayard… Molti dei concetti espressi finora dal Golden Gate Yacht Club e da BMW Oracle, il team che lo rappresenta, mi trovano pienamente d’accordo.
L’idea di una gestione indipendente dell’evento contribuirà ad aumentarne equità e integrità. Un circuito internazionale di pre-regate,
che continua per un intero anno, aumenterà il valore commerciale di tutti i team e gli sponsor coinvolti. Un’imbarcazione più veloce,
impegnata su percorsi più brevi, renderà più eccitante la gara, permettendo così alla vela di affascinare un pubblico che al momento appare
piuttosto disinteressato.
L’annuncio ha chiarito, tra le altre cose, che la 34° edizione della America’s Cup si svolgerà su grandi catamarani spinti da un’ala rigida.
La scelta del 2013 come anno per la fase finale è notizia gradita, che sicuramente causerà molto stress alle sedi delle regate.
Prepararsi ad accogliere le regate dell’America’s Cup in meno di tre anni non sarà facile. Infatti nessuna città l’ha ancora fatto.
Ma gareggiare nel 2013 comporterà un risparmio notevole per i team, fattore importante data la congiuntura economica in cui ci troviamo.

Per i team, sarà un po’ come partecipare all’America’s Cup partendo da zero.
Primo, multiscafo al posto di monoscafi. Chi pertanto potrà essere considerato un esperto?
Ecco che improvvisamente il know-how maturato in cinque America’s Cup con barche di classe AC perde molto del suo valore. Chi invece ha vinto due medaglie olimpiche in Tornado, come Santiago Lange o John Lovell, diventa all’improvviso un esperto. utti noi che partecipiamo alla Coppa dagli anni ‘80 ci impegneremo duramente per fare esperienza sui multiscafo. Il nuovo circuito di pre-regate  ell’America’s Cup userà catamarani di 45 piedi One Design, con alberi dotati di ala rigida, durante tutto il 2011, per poi passare alla nuova classe ACCat a partire dal 2012. Così nel giugno del 2011, tutti i team seri saranno impegnati in forze nella costruzione. In effetti, con la Coppa nel 2013, due barche ammesse, ognuna con due o tre ali, questa edizione dell’America’s Cup sarà una gara di costruzione navale.

L’altra novità descritta nel Protocollo è il “circuito”. Questo sarà una componente importante della campagna di America’s Cup,
nonché un valore aggiunto in termini commerciali per i team che vi partecipano.
Piantare le tende per poi smontarle, metterle in valigia e spostarsi nel posto successivo sei-otto volte in un anno non sarà un’impresa da poco. Inoltre, nel 2012, gli eventi del “circuito” saranno l’unica possibilità che i team avranno per sviluppare la propria imbarcazione, anche se a queste regate sarà ammesso un solo scafo per team.

Mentre nel frattempo, qualcun altro progetterà e costruirà la barca numero due! Mi manca già il fiato solo al pensiero.

Paul Cayard

 

FONTE: www.massidestri.eu

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