Route du Rhum 2022: nei Class40 tre purosangue si apprestano a vivere l’avventura

Il villaggio di Saint Malò è un pullulare di colori con le banchine arricchite dalle livree delle imbarcazioni partecipanti. Tra queste quelle di 3 ragazzotti nostrani che con ambizioni e sogni molto simili vogliono ben figurare. Parliamo di Ambrogio Beccaria, Andrea Fornaro e Alberto Bona.

Ambrogio, Andrea e Alberto la tripla A (AAA) del rating della vela oceanica italiana, perché la vela italiana è da tripla A.

Nell’anno in cui si è ancora una volta celebrata la vela olimpica, adesso è il turno della vela oceanica. Tre progetti diversi, tre profili di velisti diversi, ma tutti con l’ambizione di far sventolare il tricolore e magari finalmente di far parlare di più la vela oceanica italiana.

CLASS 40 ALLA GRANDE: AMBROGIO BECCARIA

Ambrogio, probabilmente ha il mezzo più moderno e performante dei tre. Ha sponsor importanti che lo accompagnano come Pirelli e l’esperienza della vittoria oceanica in classe mini 6.50. La sua imbarcazione Alla Grande ha forme innovative ed è stata battezzata di recente durante la qualifica in solitario di 1200 miglia che Beccaria ha percorso da Lisbona a Lorient in Bretagna passando per le isole Azzorre, senza scali.

“Per me è stata molto impegnativa, mentre Alla Grande Pirelli si è comportata in maniera, direi, eroica dichiara il ragazzo milanese – Non è sorto nessun problema importante, solo alcuni piccoli dettagli da ottimizzare. Mi ha sorpreso per la facilità con cui questa barca va veloce anche con poca vela. Non la devi forzare troppo per andare forte, e questo è fondamentale perché è lì che fai danni”.

La corsa contro il tempo per essere pronti sulla linea di partenza di domenica prossima rischia di fargli saltare qualche dettaglio, ma oggettivamente tra i 55 iscritti, il suo Class40 è intanto il più innovativo. Per Alla Grande Pirelli, la Route du Rhum sarà il vero e proprio Grande Salto, come lo ha definito lui: sarà la prima regata e anche una delle più importanti gare d’alture al mondo. Ma come sempre sarà poi naturalmente sarà il mare a dare il suo giudizio.

CLASS 40 INFLUENCE: ANDREA FORNARO

La seconda delle 3 A è quella di Andrea Fornaro che dietro alla sua grinta sfodera competenza e passione per la navigazione in solitario. È forse l’unico che può vantare abilità sulle derive, tra le boe, in oceano e nel match race e questo lo rende sicuramente uno dei più completi marinai tra i 138 partecipanti alla Route du Rhum 2022. Attualmente ricopre anche un ruolo di peso nel dream team di Flying Nikka, ma Andrea vuole dimostrare che l’oceano lo ha nel sangue. La sua imbarcazione è altrettanto bella e ben figura nella sconfinata serie di colori del villaggio. La barca è più datata ma è sicuramente messa a punto e pronta per la partenza. Nelle prossime ore Fornaro dovrà decidere l’elenco delle 8 vele da portare a bordo, come tutti i partecipanti, entro oggi alle 18 quando si depositerà l’elenco ufficiale delle vele da imbarcare. Mantenendo un occhio al meteo, Fornaro ha rilasciato a Sailbiz qualche dichiarazione che lasciano trasparire tante emozioni:

“prima di questa partenza si alternano vari sentimenti: la curiosità di sapere cosa succederà, come lo si affronterà mettendo a frutto quanto fatto e la voglia anche di mollare gli ormeggi per allentare finalmente questa lunga attesa. C’è anche una discreta ansia tra le infinite cose da fare, poiché sembra sempre sia possibile di aver dimenticato qualcosa. Penso anche che ci siano talmente tanti skipper che possono vincere questa gara che non sarà una questione di budget ma di chi avrà avuto la caparbietà di rendere effettivo il proprio progetto.”

CLASS 40 IBSA: ALBERTO BONA

Ultima ma non ultima è la terza A di Alberto Bona, un marinaio esperto che conosce la sua barca come pochi, avendo una visione e una determinazione rare; il suo ruolo è quello dell’outsider che può individuare il bordo giusto sin dalla partenza: vedremo. Anche Alberto ha rilasciato delle dichiarazioni a Sailbiz che evidenziano il tanto impegno e tanto lavoro per aver costruito e messo a punto IBSA in meno di 11 mesi :

IBSA Class 40

“Sono soddisfatto: molto lavoro è stato fatto, tutto per piccole tappe, molti traguardi messi in fila. Assieme a Sam Manuard abbiamo realizzato una barca che è innovativa nelle linee d’acqua e nella carena: abbiamo lavorato molto in squadra, con tutti i componenti del team, per arrivare qui. Abbiamo varato IBSA ad agosto, quindi testata per un mese e mezzo fino alla prima regata, e poi ancora altri test fino ad arrivare qui la settimana scorsa. Anche la grafica di IBSA é stata frutto di un lavoro di squadra e il risultato parla da solo. Trovo sia bellissima, molto pulita ed elegante, ma al tempo stesso visibile. Sono orgoglioso di questo progetto, che ha un titolo che trovo di ispirazione “Sailing into the future. Together”, è un progetto che mi unisce a tutti i dipendenti di IBSA intorno al mondo. Il progetto è al tempo stesso italiano, francese e svizzero, sono orgoglioso della bandiera italiana a poppa, del guidone del Circolo della Vela di Bellano, del numero velico svizzero e del cuore francese, dove questa barca è stata ideata e realizzata”.

 

Insomma, è la prima volta che in una classe oceanica ben 3 skipper italiani sono in grado dare del filo da torcere al truppone francese. L’Italia “oceanica” si merita attenzione e rispetto, perché questi tre ragazzi, con mezzi propri o privati, ma comunque con risorse non infinite, hanno tirato fuori dei progetti innovativi che sicuramente daranno lustro alla nostra marineria.