Stato di salute dei mari, importanti dati saranno raccolti durante The Ocean Race Europe 2021

Lo stato di salute dei mari è al centro dell’attenzione, anche di The Ocean Race Europe 2021. Nel corso della prima edizione della regata europea verranno infatti raccolti importanti dati sull’impatto dell’uomo sull’ambiente marino. Ma in che modo? Scopriamolo.

The Ocean Race Europe 2021: Il Programma E Il Bando

Per la raccolta dei dati sullo stato di salute dei mari, diversi team partecipanti a The Ocean Race Europe la prossima estate avranno a bordo della strumentazione scientifica proprio per raccogliere dati sulla presenza di microplastiche in mare e sull’impatto del cambiamento climatico in ambiente marino. Un’attività appoggiata dal Decennio delle Scienze Marine per lo Sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite, che aiuta tutte le iniziative volte alla salvaguardia degli oceani e a migliori condizioni di sviluppo sostenibile in ambiente marino.

Nel dettaglio, due VO65AmberSail2 e W Ocean Racing team – raccoglieranno campioni di microplastiche durante la regata; mentre l’IMOCA 60 di 11th Hour Racing Team misurerà in maniera costante, 24 ore al giorno, la presenza di anidride carbonica (CO2), la temperatura dell’acqua e la salinità, tutti indicatori del cambiamento climatico.

Come ricordato da una nota, il cambiamento climatico e l’inquinamento da plastica sono due delle principali minacce alla salute dei mari. E bisogna fare estrema attenzione, perché gli oceani giocano un ruolo centrale nella regolazione del clima. Secondo quanto evidenziato, “si calcola che dagli Anni ’70 abbiano assorbito oltre il 90% del calore in eccesso e un quarto dell’anidride carbonica prodotti dall’uomo, contribuendo così in maniera efficace a mitigare il cambiamento climatico. La plastica, invece, è un problema più visibile, dato che ogni anno ne finiscono in mare almeno 8 milioni di tonnellate, mettendo a rischio le specie marine che la mangiano o vi rimangono intrappolate”.

Stato di salute dei mari, come verranno utilizzati i dati raccolti durante The Ocean Race Europe

Ma in che modo verranno utilizzati i dati sullo stato di salute dei mari raccolti durante The Ocean Race Europe? I dati saranno forniti a organizzazioni scientifiche che studiano e mappano questi problemi. In particolare, i campioni di anidride carbonica disciolta raccolti da 11th Hour Racing Team saranno utilizzati da EuroSea, un programma finanziato dalla Commissione Europea che valuta il ruolo degli oceani nel cambiamento climatico e migliora il sistema osservativo marino. Bisogna rammentare che nel corso di The Ocean Race Europe, le barche navigheranno nel Mediterraneo occidentale, uno dei luoghi dove l’assorbimento di anidride carbonica è maggiore e una delle aree di interesse di EuroSea per quel che concerne il progetto di valutazione. Il dottor Toste Tanhua di EuroSea ha spiegato: “Gli oceani rendono un enorme servizio all’umanità assorbendo grandi quantità di CO2 e di calore. EuroSea lavora per migliorare il modo in cui questi benefici sono misurati e compresi, incluso il valore economico che producono. Il Mediterraneo è molto efficiente nell’assorbire CO2, ma la sua capacità di farlo varia e necessita di essere monitorato attentamente, ed ecco perché questi dati sono così utili. Lavorare insieme alla comunità velica è una grande opportunità di allineare i nostri interessi e la nostra passione per il mare con un obiettivo condiviso”.

11th Hour Racing fornirà i dati sui livelli di CO2 a Surface Ocean Carbon Dioxide Atlas (SOCAT), che elabora il Global Carbon Budget (Bilancio Globale delle Emissioni), una stima annuale sulla CO2 utilizzata per stabilire degli obiettivi e delle stime di riduzione dell’impronta. Per gli scienziati è molto importante poter capire i livelli di anidride carbonica in oceano, in questo modo infatti è possibile stabilire una previsione precisa e mantenere il pianeta in linea con l’obiettivo della Conferenza sul Clima di Parigi di limitare il riscaldamento globale sotto i 1.5 gradi.

Mairéad O’Donovan, alla guida del Programma Scientifico di The Ocean Race, ha affermato: “Sappiamo quanto siano importanti gli oceani, non solo per lo sport che amiamo, ma nel regolare il clima e nel darci cibo, lavoro e l’ossigeno che respiriamo. Sappiamo anche che l’impatto dell’uomo ha conseguenze negative sull’ambiente marino. Raccogliendo dati sullo stato dei nostri mari, grazie a questa collaborazione unica fra velisti e organismi di ricerca scientifica, possiamo contribuire a una maggiore comprensione del loro stato di salute. E’ un privilegio poter fornire dati di valore alla comunità scientifica ed è importantissimo che i governi si basino sull’evidenza scientifica per proteggere e salvaguardare il mare e tutto ciò che ne dipende”.

I dati raccolti dai team VO65 contribuiranno allo sviluppo di una mappa tridimensionale della plastica in oceano, fornendo misurazioni in aree per cui esistono pochi dati. I campioni saranno analizzati dagli scienziati del laboratorio GEOMAR Helmholtz Centre for Ocean Research di Kiel e i dati saranno modellati da un team dell’Università di Utrecht, che esamineranno la possibilità che le microplastiche possano trasferirsi alla catena alimentare e agli ecosistemi abissali.

Erik van Sebille, Oceanografo all’Università di Utrecht, ha detto: “La caratteristica unica di The Ocean Race è che le barche sono molto veloci. La velocità rappresenta una opportunità per noi, perché significa che le misurazioni in luoghi diversi sono fatte in un tempo ristretto, quindi le correnti oceaniche non variano durante la campionatura. Ciò rende l’interpretazione delle osservazioni molto più semplice. Misurare le microplastiche in oceano è un lavoro complesso, e maggiore il numero di organizzazioni ci danno una mano maggiore la quantità di dati disponibili”.

Il team di AmberSail raccoglierà dati non solo durante la regata, ma anche nel corso del prologo nel Mar Baltico. Sarà la prima volta che questo tipo di misurazioni vengono raccolte nel Mar Baltico, che è considerato una zona con alti livelli di inquinamento. I dati raccolti saranno condivisi con il Marine Research Institute della Klaipeda University per ulteriori studi sull’inquinamento nell’area.

L’innovativo programma scientifico di The Ocean Race è stato lanciato durante l’edizione 2017-2018 del giro del mondo. Le sette barche partecipanti hanno raccolto informazioni e campioni nelle acque più remote del pianeta per contribuire alla ricerca sul clima, il cambiamento climatico e le microplastiche. Per l’edizione 2022-2023 di The Ocean Race, il programma scientifico sarà ulteriormente ampliato, con un maggior numero di barche equipaggiate con strumenti speciali che raccoglieranno dati in luoghi difficilmente accessibili agli scienziati.

Il programma scientifico fa parte del più ampio progetto di sostenibilità “Racing with Purpose” di The Ocean Race, che raccoglie una serie di modi tangibili per avere un impatto positivo sull’ambiente marino. Svolto in collaborazione con 11th Hour Racing Founding Partner del programma e Premier Partner di The Ocean Race, e con Volvo Cars, il progetto mira anche a dare ai più giovani gli strumenti culturali per salvaguardare gli oceani con un programma educativo, organizzando una serie di summit che riuniscono decision-maker per creare politiche per proteggere gli oceani, lavorando con le organizzazioni e le Ong, e molto altro.