AC: il commento del portavoce BOR

  San Diego, CA, 19 Novembre 2009 – La Corte Suprema dello Stato di New York ha fatto compiere alla 33ma America’s Cup un altro importante passo volto a far disputare un match con normali ed eque regole veliche. Il giudice Shirley Kornreich ha raccolto le raccomandazioni unanimi dei consulenti che avevano raccolto i pareri del Golden Gate Yacht Club e della Société Nautique de Genève il 7 novembre a New York: “Questa è la vittoria delle regole giuste e del sentire comune”, ha detto Tom Ehman, portavoce del GGYC. Ancora una volta il tentativo della Société Nautique de Genève di dettare regole a proprio favore è stato respinto”.
La decisione della corte secondo la quale entrambe le barche devono essere misurate con le zavorre a bordo, incluse quelle mobili, ferma il tentativo di Alinghi di contravvenire alla regola del Deed of Gift che fissa a 90 piedi il limite massimo della lunghezza al galleggiamento (Length on Load Waterline, LWL).
E’ stato proprio a causa del rifiuto della Société Nautique de Genève a nominare una Giuria Internazionale che la corte si è vista costretta a nominare un Panel di esperti chiamati a dare la propria opinione su dettagli tecnici e sportivi.
David Tillet, Graham McKenzie e Bryan Willis sono stati “ben qualificati ed indipendenti” ha affermato la corte oggi.
La corte ha inoltre messo un limite temporale sul tema vitale relativo alla nomina della giuria, ordinando che se non raggiungerà un accordo entro il 4 dicembre 2009, la stessa chiederà al Panel di riunirsi nuovamente. “Tutto ciò cha abbiamo chiesto è che la Coppa America si svolga con regole normali, applicando le norme utilizzate per ogni regata al mondo – ha aggiunto Ehman. “Ancora una volta la Société Nautique de Genève deve ricordarsi che la Coppa america non è l’Alinghi Cup”.

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