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BigBlu incontra il mito Robby Nash

Intervista in esclusiva per SailBiz a Robby Naish il mito mondiale per chiunque sia mai andato in windsurf. L’intervista è stata realizzata dagli amici del BIG BLU. Nato in California nel 1963 cresce a Kailua, alle Hawaii, ed è considerato oggi la leggenda vivente del windsurf. Inizia a praticare surf a 8 anni e windsurf a 11 e all’età di soli 13 anni, vince alle Bahamas il neonato campionato mondiale di windsurf, che poi riconquista per altre 3 volte. Dal 1976 al 1981 domina la scena internazionale vincendo tutte le regate più importanti. Nel 1981 il windsurf diventa uno sport professionistico e Naish si insedia alla prima posizione del ranking mondiale, che deterrà fino al 1987, vincendo 20 titoli nelle diverse discipline. Naish è adesso un marchio di riferimento nel mondo del windsurf ed è inoltre un pioniere del kitesurf dove ha vinto 2 titoli mondiali slalom ed 1 titolo mondiale nel salto. Negli ultimi tempi Naish si dedica allo Stand Up Paddling (SUP) rendendo questo sport molto popolare – di Gianluca Rocca

 

Gianluca Rocca: hai  idea di quanto sia conosciuto il nome Robby  Naish  come atleta tra i praticanti del windsurf in italia? Per chi ti intervista (classe 71) sei una leggenda vivente…
Robbie Nash: Ti sono veramente grato per il complimento. Fa piacere essere riconosciuti per un qualcosa che fai per passione e che ha un’influenza positiva sulle persone.  E poi gl’Italiani sono veramente degli sportivi appassionati, mi sono sempre stati vicini e mi hanno supportato lungo tutta la mia carriera.

GR: cosa pensi degli “spot”, dei posti dove fare windsurf in Italia e quali sono i tuoi preferiti?
RN: In tutta onestà non sono stato in moltissimi posti in Italia. Il lago di Garda è senza dubbio un posto fantastico e ci sono stato molte volte negli anni. Sono stato in Sicilia e in Sardegna, fantastiche isole. Altre volte si è trattato di poco tempo in acqua per promozioni girate, magari con poco vento, tuttavia ho dei bei ricordi legati a posti quali Milano Marittima o Sabaudia. Il SUP a Venezia poi …. è stato straordinario, ma in quel caso non c’è stata vela.

GR: Quali prospettive di sviluppo e promozione pensi possano essere utili al windsurf che oggi riscontra qualche difficoltà in più, rispetto ad altri sport acquatici?
RN: Il Windsurf rimane sempre uno sport fantastico. Non è però sempre accessibile in termini di condizioni necessarie al raggiungimento di performance di alto livello, su tavola corta e in condizioni di planata. Molti desiderano praticare questo sport e le scuole di windsurf sono piene come sempre. Ma non sono molti coloro che investono nell’attrezzatura e se la tengono poi in casa in attesa del vento.  Preferiscono viaggiare e recarsi nelle destinazioni di surf più rinomate  e noleggiano equipaggiamento sempre nuovo.  Per coloro che sono fortunati abbastanza da vivere nelle vicinanze di vento e mare, il windsurf è ancora fantastico.  Ma è anche vero che le opzioni alternative oggi sono diverse, come nel caso del kitesurfing.   Il  kite è più semplice da imparare, si diventa bravi abbastanza rapidamente, l’attrezzatura è molto più compatta. E così molti scelgono questa seconda opzione.  Si tratta di due discipline entrambe grandissime …. per questo a me vanno bene entrambe fintanto che attirano gente in acqua.

GR: Ti ringrazio e a proposito delle nuove discipline, il KITE SURF e il SUP che stanno riscuotendo un notevole consenso soprattutto in Italia. Quali sono le novità per questi sport?
RN: Come ho già detto sia il KITE sia il SUP sono fantastici sport. Sono stato così fortunato da vivere gli inizi e lo sviluppo di tutti e tre. Personalmente, e professionalmente, possedere tutte e tre le tecniche  è stata una benedizione per me. Il Kite possono praticarlo molti e quasi dovunque, non sono necessarie particolari condizioni metereologiche. Con il SUP questo si fa anche più semplice, qualsiasi spiaggia o lago o fiume si presta allo scopo. Lo possono praticare tutti.  I grandi atleti usano il SUP per il cross training, persone in età lo praticano per fitness o per socializzare. Dal “paddling” in famiglia alle più alte competizioni, tutti questi  praticanti formano – assieme – il mondo del SUP. E’ stupefacente.

GR: Conosci l’appuntamento BIG BLU, il salone della nautica e del mare di Roma?
RN: Si lo conosco bene, purtroppo non ho ancora avuto il piacere di visitarlo di persona. Sarei veramente lieto ed onorato di poter promuovere il SUP nell’ambito di questo evento di successo.

GR: Cosa ti senti di dire ai tanti giovani che non hanno stimoli e che potrebbero trovare in questi sport un hobby o un traguardo sportivo?
RN:
Ai giovani dico sempre: “Seguite i vostri sogni”. Credo fermamente che lo sport abbia il potere di cambiare il mondo …. Perché ti dà speranza, motivazione, fiducia in se stessi, amicizia e un senso di scopo, elementi preziosi per i giovani. Gli  sport acquatici sono particolarmente potenti.  Esser fuori nella natura, scivolare sull’acqua  prendendo il vento o l’onda, usare la forza della natura come motore del divertimento è bello e appagante. E allora, afferra la tua tavola e vai …. Aloha  vi dice Robby.
 

 

Di Gianluca Rocca: Robbie Nash è stato intervistato dagli amici di  BIG BLU per SAILBIZ

 

 

 Gianluca Rocca, autore dell’intervista

 

 

 

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