Confindustria: crescita solo nel 2014

Secondo i dati del Centro studi di Confindustria dovremo aspettare il prossimo anno per assistere ad una ripresa economica, a patto che il Governo faccia il suo dovere. Il quadro illustrato dal Centro studi di Confindustria (Csc) è disarmante, con un 2013 in cui la crisi continuerà ad aumentare e una timida ripresa si potrà vedere solo a fine 2014, sempre che il Governo si faccia carico delle responsabilità cui è chiamato. I dati snocciolati da Luca Paolazzi, direttore del Csc, sembrano lasciare poche speranze. Nel 2013 il PIL registrerà un -1,9% mentre il debito pubblico salirà al 131,7%. Sono già 8 trimestri di seguito che l’economia italiana continua a registrare un trend negativo e la situazione non muterà per tutto l’anno. La pressione fiscale salirà al 53,6%, un livello insostenibile secondo il Centro studi, così come aumenterà la disoccupazione raggiungendo quest’anno il 12,2% per passare al 12,6% nel 2014. i-Dome

di Giovanni Garro | 27 giugno 2013

Dal 2007 sono ben 700 mila i lavoratori che hanno perso l’impiego, ma il dato che preoccupa di più è che la metà di questi lo hanno perso nell’ultimo anno. Meno lavoro, meno consumi: la conseguenza è ovvia. Dal 2007 la spesa delle famiglie italiane si è ridotta dell’8,1% che corrisponde a 3.660 euro l’anno, un po’ come dire che oggi si spende un mese e mezzo in meno.

E meno consumi vuol dire una riduzione del PIL. La soglia del 3% imposta dalle regole europee, quindi, è nelle possibilità dell’Italia ma non semplice perché bisognerà valutare bene l’impatto negativo che avrà l’andamento dell’economia sui conti pubblici. L’unico dato positivo riguarda quello relativo alle esportazioni che registreranno un +3% quest’anno e un +2,6% l’anno prossimo. Per quanto riguarda la situazione complessiva, per vedere una timida ripresa si dovrà attendere il 2014.

Secondo Paolazzi, le misure varate finora dal Governo sono insufficienti. Giorgio Squinzi, presidente di Confindustria, ci ha tenuto a precisare che per avere effetto i provvedimenti devono essere attuati in tempi brevissimi e che non si deve vanificare l’opportunità che offre l’attuale legislatura. Tutti devono assumersi le proprie responsabilità senza mettersi di traverso al Governo. Stiamo arrivando al fondo della crisi e si intravede un piccolo spiraglio di ripresa per la fine dell’anno.

FONTE: i-Dome

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