Aziende dell’abbigliamento nautico, le italiane “non pervenute”

Durante una riunione di redazione di SailBiz si è deciso di scrivere un articolo che fosse l’opinione dei principali player del settore dell’abbigliamento nautico in Italia sulla situazione contingente. L’idea era di riportare il punto di vista dei protagonisti sul mercato. Generalmente il punto di vista e’sempre quello della cantieristica ma capire come stanno andando veramente le cose da chi il mercato lo vive tutti i giorni, il mercato quello vero, il mass market ci è sembrata un’idea originale. Ci siamo divisi i compiti e abbiamo contattato le principali aziende del settore che operano in Italia. Alcune di queste sono dotate di ufficio stampa, altre di sito web dove chiedere un contatto per un’intervista. Le domande erano semplici: sapere sulla base di una strategia marketing quali erano gli obiettivi del biennio, quali raggiunti e quali da raggiungere, oltre ad avere delle informazioni sulla strategia di sviluppo nell’anno delle Olimpiadi di Londra.

Sinceramente siamo rimasti basiti dalle risposte che abbiamo ricevuto! Non ne facciamo una colpa, ma non dare dei dati di bilancio o peggio non voler rispondere a delle semplici domande ci ha lasciati perplessi! Avremmo potuto acquistare tramite il sito delle camere di commercio i dati di bilancio di queste aziende per farci da soli un’analisi e capire sempre da soli quale percezione ci sia da parte dei protagonisti del mercato sulla base dei bilanci stessi.

Abbiamo deciso di non procedere per non “umiliare” ulteriormente il settore, con la consapevolezza che avremmo fatto fare bella figura a queste aziende. Abbiamo quindi deciso semplicemente di dare visibilità alle sole aziende che hanno risposto a SailBiz, purtroppo tutte non italiane: Musto e Marine Pool .

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