Quando la vela è recupero

Siglato a Napoli il protocollo d’intesa tra l’Associazione Jonathan Onlus, il Centro di Giustizia minorile della Campania e partner privati per la seconda edizione del ‘Progetto Jonathan Vela’; il programma è rivolto a giovani delle sezioni penali e si propone di insegnare loro l’importanza del rispetto delle regole e la responsabilità nel lavoro di squadra. Scopi che gli attori si propongono di far conoscere e maturare nei ragazzi attraverso lo sport e, in particolar e, la vela con la partecipazione, nel mese di maggio, alla Regata dei Tre Golfi, dove lo scorso anno l’equipaggio si posizionò 22esimo su 80 imbarcazioni. Cinque i ragazzi selezionati che da lunedì, per una settimana al mese, saranno affida ti allo skipper Bruno Antonini del circolo Savoia che avrà il compito di svelare agli allievi i segreti della vela per prepararli alla gara.

ANSA – “Questo percorso tecnico, fisico e psicologico – ha spiegato la presidente dell’Associazione Jonathan, Silvia Ricciardi – si inserisce nell’ottica di una ricerca di strumenti innovativi per educare i ragazzi al rispetto dell’altro e alla fiducia reciproca”. I giovani saranno seguiti da due tutor tra cui una ragazza Angela, oggi lavoratrice alla Indesit, che, in passato, é stata accolta in una delle comunità dell’Associazione ed oggi è al fianco di chi come lei ha avuto un’adolescenza difficile per dimostrare che si può cambiare vita.Un progetto che, ha detto il direttore del Centro di Giustizia minorile della Campania Sandro Forlani, “in un territorio difficile come il nostro rappresenta una risposta interistituzionale perché dobbiamo ripristinare la parità tra giovani che hanno avuto condizioni di partenza di seguali e attraverso lo sport e il valore del rispetto delle regole li possiamo aiutare a riconquistare il senso della solidarietà e l’autostima “.

Un programma quello promosso dall’Associazione Jonathan che, ha sottolineato Forlani, “sopperisce alle mancanze degli enti locali su questo terreno, motivo per cui ci si deve affidare sempre più a privati e mondo dell’associazionismo”.E tra i privati in campo, la Indesit che sostiene il Progetto Jonathan dal 1998 per il recupero di giovani con problemi sociali e penali. “Ai giovani – ha spiegato Federico Ziller, referente Indesit per le Attività di responsabilità sociale – diamo l’opportunità di lavorare nei nostri stabilimenti non solo qui in Campania, ma anche nelle Marche dando loro l’opportunità di venire a contatto con realtà valoriali diverse da quelle di provenienza favorendo un percorso di inclusione”.

Un metodo che l’azienda ha proposto ad altre imprese marchigiane che hanno aderito all’iniziativa accogliendo giovani ‘difficili’. Altri partner del Progetto Jonathan Vela, l’hotel Terme di Agnano che accoglierà il team di skipper durante le giornate di formazione e l’Università telematica Pegaso che realizzerà una pubblicazione sull’esperienza.(ANSA).

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