Prysmian Group Foto: screenshot Facebook

Vendée Globe, tutte le news più curiose dell’edizione 2020-2021

Per riassumere con una parola il Vendée Globe 2020-2021 si può utilizzare il termine “successo”. Sì perché la nona edizione di questo grande evento, che tra l’altro si è svolto in un inedito contesto sanitario, è riuscita ad emozionare e a coinvolgere un pubblico molto vasto. Ma quali sono tutte le news relative a questa manifestazione?

Vendée Globe 2020-2021, Chi Sono I Primi Dieci Skipper In Classifica

Vendée Globe: le news su IMOCA, foil e barche di vecchia generazione

La nona edizione del Vendée Globe, che si è svolta nel rispetto dei protocolli sanitari resi necessari dall’emergenza coronavirus, ha innanzitutto dimostrato i grandi progressi fatti dalla flotta IMOCA in termini di velocità, prestazioni, resistenza. I foil di ultima generazione hanno poi dimostrato le loro potenzialità, anche se non al massimo: Charlie Dalin è stato il primo a tagliare il traguardo e Thomas Ruyant è arrivato quarto, prima che fosse applicata la compensazione concessa ai soccorritori di Kevin Escoffier. I due skipper a bordo di IMOCA di ultima generazione hanno avuto entrambi problemi con i foil di sinistra, cosa che ha dimezzato le potenzialità delle loro imbarcazioni; però, quando le condizioni e la rotta hanno permesso di “sfruttare” i foil di dritta, la differenza – in termini di performance – con il resto della flotta è stato evidente.

Alcuni skipper che montavano foil di ultima generazione sono stati costretti ad abbandonare la regata prima di vederli realmente all’opera (Nicolas Troussel – Corum, l’unico ad aver disalberato, Sébastien Simon – Arkéa Paprec, dopo una collisione con un UFO e Alex Thomson – HUGO BOSS, per vari problemi strutturali), e altri sono stati penalizzati da cause esterne alle derive (L’Occitane en Provence di Armel Tripon, DMG Mori di Kojiro Shiraishi e CHARAL di Jérémie Beyou, costretto a tornare a Les Sables per effettuare delle riparazioni e ripartire nove giorni dopo gli altri).

Le barche di vecchia generazione, ottimizzate per l’edizione 2020, che hanno conquistato il podio o comunque la top ten, hanno dimostrato di non avere niente da invidiare a quelle più giovani. In particolar modo in condizioni dure. A tal proposito, è bene ricordare che questa edizione del Vendée Globe è stata particolarmente difficile dal punto di vista meteo. Gli skipper, sin dalla partenza, hanno dovuto affrontare prove molto difficili: la tempesta Theta a Capo Verde, l’estensione dell’alta pressione di Sant’Elena all’estremo sud dell’Atlantico, zone di alta pressione e di venti leggeri negli Oceani del Sud, mari molto formati e confusi nel Pacifico e un lungo periodo di venti leggeri nel Pacifico subito dopo Natale.

L’edizione del Vendée Globe 2020-2021 ha registrato il più basso tasso di abbandoni (solo il 24% rispetto al 37% con 9 ritiri su 24 partenti nel 2000) e delle ottime posizioni in classifica finale delle barche generazione 2016 e 2008:

  • Yannick Bestaven (Maître CoQ) ha vinto il Vendée Globe su una barca del 2016;
  • Louis Burton ha conquistato il terzo posto su Bureau Vallée 2, (ex Banque Populaire) di Armel Le Cléac’h, vincitore nel 2016;
  • Jean Le Cam ha ottenuto il 4° posto sul suo daggerboard 2008 Yes We Cam;
  • Boris Herrmann, a bordo di SeaExplorer – Yacht Club de Monaco, una barca foiling del 2016, sarebbe finito sul podio del Vendée Globe se non avesse urtato una barca da pesca all’arrivo;
  • Damien Seguin, il primo skipper disabile nella storia della regata, con il suo IMOCA del 2008 daggerboard, ha ottenuto il settimo posto, davanti al foiler più recente di Giancarlo Pedote, e a quelli di Benjamin Dutreux e Maxime Sorel.

Nella top 10 ci sono 2 foiler di ultima generazione, 4 foiler di generazione precedente e 4 daggerboard.

Vendée Globe 2020-2021, il salvataggio di Kevin Escoffier

Il Vendée Globe 2020-2021 ha fatto parlare anche per il salvataggio di Kevin Escoffier da parte di Jean Le Cam, con l’aiuto di Yannick Bestaven, Boris Herrmann e Sébastien Simon. Un evento che ha confermato quanto possa essere rischioso un giro del mondo in solitario e, contemporaneamente, è stato un perfetto esempio della grande solidarietà tra i velisti. Ma non solo. Il salvataggio di Escoffier, con le compensazioni assegnate agli skipper interessati, ha influito sulla classifica del Vendée Globe fino all’ultimo.

Vendée Globe, qualche news curiosa e qualche numero

Boris Herrmann è il primo skipper tedesco a partire e a terminare la regata, Kojiro Shiraishi è il primo skipper asiatico e giapponese a terminare la regata, Ari Huusela è il primo skipper finlandese e nordico/scandinavo a partire e a terminare la regata.

Nonostante le restrizioni dovute alla pandemia e le conseguenti misure di distanziamento sociale, il Villaggio ha registrato 200.000 visitatori in 13 giorni, dal 17 al 29 ottobre, quando è scattato il secondo lockdown nazionale. Sono stati accolti 15.000 visitatori al giorno con una capacità di 5.000 persone alla volta. Quasi il 60% di loro proveniva da aree diverse dalla Vandea. E’ stato messo in atto un protocollo rigoroso, con registrazione online obbligatoria, e c’è stato un tasso di riempimento del 98%, con visite della durata media di meno di 3 ore. Il 97% dei visitatori si è detta molto soddisfatta del servizio di biglietteria elettronica. Il 93% dei visitatori ha ritenuto che le misure sanitarie fossero sufficienti; oltre il 95% le ha accettate molto bene. Ben 285 volontari hanno accolto e accompagnato i visitatori.

Rispetto all’ottava edizione, la nona edizione del Vendée Globe ha registrato 1,3 milioni di visitatori in più sul suo sito web e sulle applicazioni mobili (11 milioni di utenti contro i 9,7 milioni del 2016).

La regata virtuale, organizzata da Virtual Regatta, ha attratto oltre un milione di giocatori (1.068.908): più del doppio (+135%) rispetto a quattro anni fa (456.000 giocatori nel 2016). Sebbene il 25% dei partecipanti proveniva dall’estero – con una percentuale molto alta da Germania e Regno Unito – ha vinto un francese (Jean-Claude Goudon), stabilendo anche un nuovo record (69 giorni 22 ore e 16 minuti). Alla virtual race hanno poi partecipato 4.471 classi, cioè 111.775 studenti, trasformando il gioco in un utile strumento didattico.

Video, show e social hanno registrato molto interesse e numeri in crescita rispetto all’edizione 2016. Uno studio svolto in Gran Bretagna, Germania, Spagna, Italia e Svizzera, ha poi evidenziato che il Vendée Globe ha avuto una svolta storica a livello internazionale, con un impatto superiore a quello francese dell’edizione 2016 (45.000 articoli).

Ci sono poi alcuni aspetti molto interessanti. E’ stata istituita una partnership con l’Unesco per sostenere la ricerca scientifica marina e l’organizzazione ha raggiunto un grande traguardo nel suo approccio responsabile, riducendo l’uso della plastica monouso, favorendo la filiera corta (il 95% degli acquisti alimentari è stato fatto in Francia e il 48% di questa percentuale in Vandea), e generando pochissimi rifiuti alimentari grazie alla buona gestione dei ristoratori dell’evento, che sono stati sensibilizzati a questo problema.

Molti degli skipper della classe IMOCA, inoltre, sono impegnati nel settore ambientale o nel sociale e durante la Vendée Globe hanno voluto condividere importanti messaggi con i loro fan. L’ambiente e la protezione degli oceani hanno trovato i loro testimonial in Alexia Barrier, Boris Herrmann, Stéphane Le Diraison, Fabrice Amédéo, Benjain Dutreux, Didac Costa, Armel Tripon, Kevin Escoffier. La salute ha come testimoni Sam Davies con il progetto Initiatives-Coeur, che sostiene l’associazione “Mécénat Chirurgie Cardiaque”, Maxime Sorel sponsor di “Vaincre la Mucoviscidose”, Charlie Dalin che sostiene l’associazione “Petits Princes” che realizza i sogni di bambini e adolescenti malati. Sul fronte dell’inclusione ci sono Giancarlo Pedote e Prysmian Group con “Electriciens sans frontières” per promuovere l’accesso all’energia ai Paesi più poveri, Damien Seguin con APICIL e “Des Pieds et des Mains”, Thomas Ruyant e il suo progetto LinkedOut e Clarisse Cremer e l’associazione Lazare. Per quanto riguarda la diversità di genere c’è Isabelle Joschke che ha creato l’associazione “Horizon mixité”.

La cerimonia di premiazione del nono Vendée Globe è prevista per il 22 maggio 2021 a Les Sables d’Olonne, compatibilmente con la situazione sanitaria.